mercoledì 12 ottobre 2011

Alla Gmg di Madrid


Arrivo a Madrid con il pullman da Santiago la mattina molto presto e la città sonnecchia. Mettiamoci che è domenica, mettiamoci anche che gli spagnoli tendono a iniziare le giornate molto tardi, quella in cui passeggio è la "quiete prima della tempesta".




Tempesta che arriva, in ritardo di oltre un'ora, all'aeroporto Barajas: ecco ciò che avevo temuto durante i giorni precendenti, mentre camminavo nel silenzio dei boschi del Portogallo e della Galizia. Ma per fortuna scopro subito che il timore è infondato. I giovani miei comparrocchiani sono una compagnia piuttosto piacevole e un simpatico antidoto alla noia e alla fatica. Giusto il tempo (una giornata) di abituarsi e il gruppo si rivela subito vincente!


Il vero trauma (anch'esso bene o male superato in un paio di giorni) è stato in realtà l'impatto con le centinaia, le migliaia di giovani provenienti da ogni dove. Primi fra tutti i bolognesi!


Impressionante il colpo d'occhio del padiglione della Fiera in cui siamo alloggiati. Un padiglione per i maschi, uno per le femmine, tutti col loro tappetino e sacco a pelo. Non so se il peggio è stato il dover aspettare l'una e mezza tutte le sere per avere il silenzio necessario a chi vorrebbe dormire, oppure le docce fredde gelate!


L'ho già scritto, ma essendo arrivato lì prevenuto, vedevo solo la calca, i tempi d'attesa, il rumore... E' in quei momenti che si inizia a pensare: "che cosa ci faccio io qui in mezzo?". La risposta a questa domanda è fondamentale, perché ne va del senso e della riuscita dell'intera Gmg.


E la tentazione di rispondere a questa domanda "nulla" l'ho avuta forte in questo momento, accanto alla Puerta de Alcalà, durante la Messa d'apertura, celebrata dall'arcivescovo di Madrid, il cardinale Antonio María Rouco Varela, forse il momento più sconfortante di tutta la manifestazione: seduto su un maciapiede in mezzo a una folla disattenta, senza l'audio e senza vedere nulla, pareva di essere semplicemente parcheggiati lì, senza meta e senza scopo...




Ma il Signore provvede. Questo l'ho imparato ormai dopo tante esperienze del genere, anche se spesso mi capita bellamente di dimenticarmene. Infatti prontamente arrivano momenti più belli della Gmg, cioè le catechesi presso la parrocchia di San Michele Arcangelo a Las Rozas, nel circondario di Madrid. Tre catechesi per tre giorni in cui come pendolari, dopo un'oretta di treno, arrivavamo lì per le 10. Un paesino molto più simile all'idea di Spagna che mi sono fatto in questi anni di cammini (Madrid è completamente diversa dalla Spagna che conosco io), un luogo accogliente e a misura d'uomo, una parrocchia piccola e calorosa. E' stato bellissimo ascoltare le catechesi di tre vescovi su temi che in parecchi passaggi hanno potuto toccarmi molto.




Poi il gruppo dei nostri ragazzi ha approfittato del caldo, della fontana e dell'ambiente a misura d'uomo per divertirsi!




Sì, mi è piaciuta Las Rozas! Anche perché da questa parte... torno a casa! :-)





Ormai siamo abbastanza abituati alla ressa: con un poco di buon senso ci troviamo un posticino all'ombra per aspettare l'arrivo del papa che passerà vicino a noi prima di salutare tutta la moltitudine di giovani con un discorso e con la benedizione.


Questa doveva essere la mia foto del papa: invece è la foto della mano di uno che fotografa il papa...




Ecco il nostro gruppone al completo!



Un altro momento chiave, importantissimo per la riuscita della Gmg (un'altro dono - cosa che contribuisce sempre più a cancellare l'immagine iniziale del fallimento) è stato il momento della confessione. In realtà, quando sono arrivato era quasi l'ora della via crucis, e l'area dei confessionali nel Parque Buen Retiro stava chiudendo; ma molti preti si erano sistemati sulle panchine del parco, così ho potuto, seppur in extremis, approfittare di questo sacramento.




La via crucis, poco dopo, è stata impressionante. Ho avuto una bellissima impressione: un raccoglimento esemplare da parte di tutti (stavolta l'audio era perfetto) e l'organizzazione musicale impeccabile. Da pelle d'oca è stata una Saeta, uno struggente canto tradizionale del sud della Spagna per la Settimana Santa. L'ho ritrovato su Youtube: eccolo. Riascoltarlo mi impressiona ancora!




E così inizia l'ultima parte della Gmg, l'evento finale a Cuatro Vientos. Sono giorni che ne parliamo tra noi, visto il caldo e il solleone, come faremo a passare all'aperto tutte quelle ore? A questo punto ci è richiesto credo un ennesimo atto di fiducia nella Provvidenza, che tentiamo di avere passo a passo, momento dopo momento. Fin dalla fila per entrare all'aerodromo...




...passando per la ricerca affannosa del nostro posto, fra la moltitudine di persone e in mezzo alla polvere. Alla fine ci sistemeremo in un punto casuale al di là dei recinti numerati dei settori, già pieni poiché la gente supera le aspettative degli organizzatori.




Ma il sole possente sulle nostre teste dura poco (almeno per noi che siamo arrivati vero le 17): pian piano una grande nuvola copre il cielo. Provvidenza, certo, ma pare che qualcun altro se ne approfitti. C'è un ché di demoniaco, così ci viene da pensare a posteriori (e non solo a noi): durante la veglia del papa, appena prima dell'Adorazione Eucaristica, pioggia, fulmini e vento iniziano a scoquassarci. Certe strutture composte da tendoni sono a rischio, addirittura il palco del papa. Altre vengono divelte. E' il caso della cappella del Santissimo che stava proprio accanto a noi. Il forte vento - l'ho visto coi miei occhi - la solleva in aria, come un'enorme vela; molta gente che si trovava dentro scappa di corsa prima che che la struttura ricada su se stessa.
Sapevo che mio fratello si era allontanato da poco, allora corro al tendone in mezzo al parapiglia: qualcuno ne sta ancora uscendo, altri entrano per vedere se qualcuno è rimasto sotto. Sento gente che grida "¡afuera, locos!". Chiedo se qualcuno è rimasto ferito e mi viene detto di no... sono un po' meno in apprensione. Infatti poco dopo eccolo di ritorno.




Quel che resta della cappella del Santissimo la mattina dopo! Pare che le Particole siano rovinate... niente Comunione alla Messa! Anche qui sta quel "demoniaco" di cui si vociferava, così come il fatto che il temporale si è abbattuto solo a Cuatro Vientos, mentre pare che a Madrid non sia caduta nessuna goccia d'acqua.




La veglia però, forse anche a causa della difficoltà con cui si è svolta, è stato un momento di intensa presenza del Signore in mezzo al suo popolo. Mentre la sera della veglia, eravamo ancora una volta senza né audio né megaschermi, mentre infuriava la tempesta e mentre delle americane accanto a noi ci hanno chiesto di inginocchiarci e pregare con loro, mi veniva in mente l'episodio della tempesta sedata: "Signore, salvaci!" Quando sei lì è davvero difficile, c'è bisogno di una forza particolare per guardare oltre e accorgersi che il Signore ci salva davvero. E' solo alla luce del giorno dopo, quando ti accorgi che tutto è andato per il meglio, che si comprende che il Signore era lì, a bagnarsi con noi.
Resta forse solo il rammarico di non essersene accorti durante la "traversata", quando il vento soffiava forte e pareva vana ogni speranza...




Saragozza, il giorno prima della ripartenza per Bologna. Ormai è più di un mese che manco da casa. Ho voglia di mare e di riposo; ho anche un paio di libri da leggere che mi aspettano. Presso la Madonna del Pilar ripenso al cammino, a Lisbona, a Fatima, a Coimbra, a Santiago. E poi ripenso a Madrid, ad un'esperienza intensissima, in cui le cose spesso non vanno come si immaginano, nel bene e nel male, ma che è specchio dello stare nella Chiesa.
Penso che non tornerò più ad un evento oceanico come questo (a una Gmg, poi magari sono solo le ultime parole famose). Da parte mia ho già dato, ed è ora che le nuove generazioni si facciano le ossa! Quello che spero e desidero continuare è l'esperienza viva di Chiesa, che continua nella ferialità di tutti i giorni nel bene, nel male, nel caldo e nella tempesta; con Pietro, all'ombra del Signore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

mi piace il tuo post. non sapevo che quando mi ero allontanato la sera di catro vientos per vedere la veglia allo schermo, vi eravate messi a pregare perchè smettesse di piovere. a dire il vero non ero poi cosi esageratamente preoccupato se continuava a piovere. nel senso che se avesse continuato, mi sarei avvolto nella mia cerata e avrei dormito ugualmente. logicamente anche io preferivo che smettesse, PERCHE' ERA EFFETTIVAMENTE MEGLIO, ma non ero eccessivamente preoccupato. forse perchè alcune volte in montagna con mio padre mi sono ritrovato su montagne di 3000 metri, ai confini con l'austria con temporali forti,e quindi non ero molto impressionato dal brutto tempo di cuatro vientos.per quanto riguarda i giorni iniziali, io non ho provato nessun tipo di sconforto, per il semplice motivo che a me è sempre piaciuto stare in mezzo alla folla in queste occasioni, io esattamente al contrario di te seba, mi domando : cosa ci stò a fare qui?? quando sono da solo. non quando sono circondato da una moltitudine di ragazzi e ragazze. ma per il semplice motivo che, io, a stare ad esempio in mezzo a un prato da solo, dove non c'è anima viva, mi sento un coglione a stare li da solo; mentre magari gli altri sono tutti assieme da un'altra parte a divertirsi. io preferisco stare in mezzo alla folla urlante.ma penso sia questione di gusti. cmq devo dire che questa gmg mi è piaciuta molto.come del resto mi è piaciuta anche quella di roma, al contrario, quella di colonia mi è piaciuta meno. primo perchè era più freddo a colonia, poi perchè non era sempre bel tempo, e poi per i disagi nel mangiare e in alcune cose che non stò ad elencare.secondo me a madrid e a roma eravamo di più proprio perchè era caldo, e con le belle giornate, è maggiore la possibilità che la gente si presenti all'appuntamento, piuttosto che col freddo. infatti a colonia eravamo 1.600.000 e invece a roma e madrid 2.000.000 (e sembra anche di più)...posso dire che di madrid non mi è piaciuto molto il terreno su cui abbiamo dormito a cuatro vientos, perchè avrei preferito un prato, ma non si può avere tutto. cmq alla fine direi che era una cosa gestibile.il vero dilemma sorgerà quando si ripresenterà un'altra gmg in europa, perchè mi tornerà la voglia di parteciparvi, ma non so se avrò modo di farlo, per il semplice motivo che credo di aver superato quella che dovrebbe essere l'età massima.(anche se potrei tutto sommato fare l'accompagnatore, cosa che forse farò chissà.....)ora cmq ti saluto ciao ciao andrea